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CULTURA E TURISMO

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Fauna

Un accurato censimento della fauna presente nei confini della Comunità ha permesso di stabilire che qui vive l’85% di tutta la fauna vertebrata terrestre della Sardegna. Sull’area del Gennargentu sono presenti numerosi gruppi di mufloni. Questa pecora selvatica, vero simbolo della fauna sarda, è solita muoversi in branchi con 50 e più esemplari, che troviamo nelle zone a quota più elevata nei periodi di buona stagione, mentre, in inverno, migrano per trovare pascolo, in zone con il clima meno rigido.

Altri mammiferi che trovano il loro habitat naturale in questi territori sono il cinghiale, la volpe, la lepre, la donnola e la martora. Lunga la lista degli uccelli, tra i quali è significativa la presenza dei rapaci quali lo sparviero, l’aquila reale e quella del Bonelli, la poiana, il gheppio ed il falco pellegrino.

Nelle quote più elevate troviamo lo spioncello, il codirossone, il culbianco e il venturone. La cinciallegra, il rondone, il succiacapre, il torcicollo, il picchio rosso maggiore, la ghiandaia, il gruccione, il corvo reale, il gufo, il cuculo, il merlo, lo scricciolo … e tanti altri uccelli popolano il bosco ed il sottobosco del territorio.

Le sostanziali differenze e peculiarità della fauna sarda in genere, trovano una ragione d'essere nelle vicissitudini geologiche che interessano l'isola in lontane ere. Così se gli antichi collegamenti terrestri del massiccio sardo-corso col resto degli altri continenti poterono permettere il passaggio di mammiferi, rettili e anfibi nelle varie direzioni, successivamente lo scontro del continente africano con quello europeo fece staccare la Sardegna dall'Europa, dando luogo ad un festone di isole e isolando gli animali terrestri nei siti rispettivamente raggiunti in precedenza. L'evoluzione che ne conseguì permise la costituzione di popolazioni sottospecifiche in quasi tutte le classi di animali, quasi sempre caratterizzate da una taglia inferiore a quella della corrispondenti sottospecie continentali.

È questo il caso del cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus) non presente in questa area della Sardegna, del Gatto selvatico (Felis lybica sarda), della Volpe sarda (Vulpes vulpes ichnusae), tra i mammiferi; del barbagianni (Tito alba ernesti), del Corvo imperiale (Corvus corax sardus), della Ghiandaia (Garrus glandarius ichnusae), del Picchio rosso maggiore (Dendrocopos major harteti) e di numerosi passeriformi tra gli uccelli.

Quando la fauna sarda raggiunse una sua fisionomia nel Terziario e nel Quaternario, numerose specie endemiche si estinsero, anche a causa dell'azione umana, già dai tempi preistorici.

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